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repliche
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scheda tecnica |
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un progetto di Giovanni Guerrieri, Giulia Solano e Giulia Gallo
con Arianna Benvenuti, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Maria Pacelli,
Matteo Pizzanelli, Federico Polacci, Giulia Solano
tecnica Federico Polacci
Produzione I Sacchi di Sabbia/Compagnia Sandro Lombardi
in collaborazione con Teatro Sant’Andrea,
La Città del Teatro, Armunia Festival Costa degli Etruschi
Con il sostegno della Regione Toscana
Ein musikalischer Spass zu Don Giovanni è un capriccio per "boccacce e rumorini"
che propone, attraverso una partitura rigorosissima di "gesti musicali",
la struttura essenziale del Don Giovanni di Mozart: una selezione delle arie più
significative incastonate in un disegno drammaturgico compiuto e interpretate
"rumoristicamente" dagli attori della Compagnia I Sacchi di Sabbia.
Lo spettacolo è in definitiva un'esecuzione a cappella di una riduzione strumentale
del Don Giovanni da parte di una piccola corale. I sei giovani che la compongono
non sono però musicisti, ma attori che hanno costruito la loro partitura "recitando"
la musica di Mozart, imitando fino allo sfinimento una versione del Don Giovanni
eseguita da Karajan nel 1986. Dalla recitazione "del suono", dal tentativo di
riprodurre il rumore dello strumento, si arriva - addentrandosi dalla "parte sbagliata"
quella che nessun musicista praticherebbe - ad una pionieristica versione dell'Opera
di Mozart: una versione "sgrammaticata", senza "rappresentazione", ma che in virtù
delle tragicomiche espressioni facciali degli attori chiamati ad imitare le sonorità
degli strumenti e l'ausilio della proiezione del libretto sullo sfondo, riesce ad
evocare l'essenza del grande personaggio mozartiano.
Frutto di un approccio all'opera spiazzante, d'una interpretazione "teatrale"
in cui il testo dello spettacolo è rappresentato dalla melodia e dalla timbrica
degli strumenti, questo lavoro si colloca nella scia di una ricerca sul melodramma
che nel 2008 ha fatto vincere alla formazione pisana il prestigioso Premio Ubu.
Un omaggio a Mozart: uno sberleffo e al tempo stesso un atto d'amore per un'opera magnifica.