foto dei Sacchi di Sabbia
1939
I Sacchi di Sabbia
presentazione | rassegna stampa | repliche | scheda tecnica


"Un racconto alato e pieno di poesia è invece la proposta fatta da I Sacchi di Sabbia che coglie libero spunto da La rappresentazione di Abram e Isac di Feo belcari per farne uno spettacolo cartoon. Tre figurine femminili intorno a uno scranno (Arianna Benvenuti, Giulia gallo, Giulia Solnano), che alzano pile di libri e poi le smontano metodicamente, aprendo un pò alla volta finestre di racconto. Paesaggi e figurine di carta ritagliata che affiorano dalle pagine dei libri come evocazioni di un mondo in bilico tra quotidianità  rurale e lampi di divino. L'ombra di un angelo, l'ascesa di Abramo e Isacco sul monte Moria, i bisbiglii degli animali notturni e la gioia dello scampato sacrificio: la regia di Giovanni Guerrieri è una partitura fatta di nuances e di sonorità , segni arcani e silhouette ironiche. Un colpo di vento arruffa letture paludate e le riporta a una freschezza impensata. È la vicenda di Abramo e Isacco raccontata con la suspance misteriosa di un X-File, la grazia leggera di un fumetto, la stilizzata eleganza di un canto gregoriano. Se a Giovanni Guerrieri venisse delegata la sceneggiatura di moderne omelie, immaginiamo che farebbe un boom di ascolti. Siamo certi invece che questo piccolo, delizioso spettacolo affascinerà  qualsiasi tipo di pubblico. Credente o no."

Rossella Battisti, L'Unità , 5 ottobre 2011


"È davvero un gioiello inaspettato questo Abram e Isac, il piccolo spettacolo che la compagnia dei Sacchi di Sabbia aveva allestito lo scorso settembre per il festival Teatri del Sacro di Lucca, e che -dopo qualche replica in giro per l'Italia è approdato ora a Roma e a Milano, in un doppia riproposta metropolitana di alcuni titoli di quella stessa rassegna. È inaspettato per la leggerezza giocosa con cui affronta una materia tanto impegnativa. È inaspettato perchè il gruppo, incline in genere all'ironia e allo sberleffo, dimostra qui una raffinatissima vena poetica. Ed è infine soprattutto inaspettato per l'originalità  in sè della cifra espressiva scelta dai registi Giovanni Guerrieri e Giulia Gallo. In questo caso Guerrieri e la Gallo hanno avuto infatti l'ingegnosa idea di accostare due mondi fra loro all'apparenza inconciliabili: da un lato una trasposizione della vicenda biblica in versi aulici e popolari, opera di un poeta fiorentino del Quattrocento, Feo Belcari, autore di sacre rappresentazioni nelle piazze. Dall'altro un clima ludico, infantile, per cui al testo declamato fuori campo dalla voce registrata dello stesso Guerrieri fa riscontro un'azione praticamente del tutto priva di parole, con tre ragazze sedute a un tavolo che compongono e scompongono senza sosta una catasta di libri i quali, aprendosi, svelano delle figurine di carta in rilievo, di quelle che illustrano di solitole raccolte di favole per bambini. Sono delle sagome, di varia dimensione, ritagliate all'interno di pagine bianche, che mantengono cosìĻun certo tratto stilizzato, evocativo, non realistico. Riproducono dapprima elementi isolati, una palma, la testa di un asinello, poi delle situazioni sempre più specifiche, la casetta, Abramo che sveglia Isacco e lo conduce alla montagna su cui dovrebbe avvenire il sacrificio. In questa sorta di racconto figurato ci sono dettagli deliziosi, come la lanternino, veramente accesa, con cui l'uomo fa luce al figlio, che si alza dal suo lettuccio. E l'invenzione finale dell'altro libro che, tirato da un filo, scivola in scena mostrando la sagoma del capro che sostituirà  Isacco, nella sua semplicità è di una rara efficacia. A questa scarna trama visiva si accompagna la delicata partitura vocale messa a punto dalle brave attrici, che sempre con quell'aria trasognata ma decisa, imitano i versi degli animali, cantano, creano un variegato sottofondo sonoro della narrazione. Le rime del poema, le voci, le immagini, i gesti precisi - ingenui e insieme rigorosamente ritualizzati - delle tre ragazze, scanditi da un invisibile metronomo, confluiscono così in un'unica costruzione di perfetta armonia, che con mezzi essenziali e in un breve arco di tempo, poco più di mezz'ora di durata, suscita un effetto di trascinante intensità , e concentra una sorprendente quantità  di suggestioni. Bello davvero. Da non perdere."

Renato Palazzi, Myword.it, 22 maggio 2012


"Altrove fa scuola l'essenzialità  di Abram e Isac che la compagnia Sacchi di Sabbia traduce in delicatissimo e rituale cartoon a base di libro ritagliato, di sagome in penombra, di sensi riposti."

Rodolfo di Giammarco, La Repubblica, 2 settembre 2012


"Ed è come sempre piacevole, allegro, Giovanni Guerrieri, con il suo Abram e Isac (tre donne si scambiano ritagli con personaggi della novella biblica)."

Franco Cordelli, Corriere della Sera, 9 settembre 2012