foto dei Sacchi di Sabbia
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I Sacchi di Sabbia
presentazione | rassegna stampa | repliche


Con un minimo di azione e una galleria di trovate sceniche che suggeriscono un intero mondo (personaggi, ambienti e intere scene); attraverso libri pop-up, disegni su cartone, ombre cinesi, immagini tracciate dal vivo e canti, ogni elemento si anima e prende vita, dimostrando come la mente di uno spettatore possa essere il più fenomenale strumento per la realizzazione di magiche avventure a occhi aperti - se trova pane per i suoi denti.

Mailè Orsi, www.teatro.persinsala.it, 16 ottobre 2015


Lo spettacolo de I Sacchi di Sabbia è un cortocircuito emozionale che cattura i bambini e lascia stupiti gli adulti. Perché l'uso dei libri pop-up, la presenza dell'illustratore in scena (un talentuoso e autoironico Guido Bartoli), gli accenti macchiettistici, le canzoni per nulla sdolcinate, la trama esilarante, il teatro d'ombre e la compresenza di più piani di lettura rendono l'intero spettacolo. fruibile a tutte le generazioni in platea.

Silvana Costa, www.artalks.net, 30 novembre 2015


Dopo tre accattivanti episodi, domenica 29 novembre al Bolognini di Pistoia si è tenuto il debutto nazionale dell'opera completa:
I 4 Moschettieri in America.E il pubblico è andato in delirio. [...] L'adulto si innamora dell'umorismo, i doppi sensi, la rocerca musicale azzeccata; i bambini delle ombre cinesi, i colpi di scena, la continua mutazione dei mezzi espressivi. Stupenda e cesellata la metamorfosi in rima delle parti narrative, così come l'apporto del bravissimo illustratore, Guido Bartoli, che disegna dal vivo le sagome caricaturali dei Moschettieri, in un matrimonio felice tra forma e sostanza.

Tessa Granato, www.teatro.persinsala.it, 4 dicembre 2015


Applausi calorosi e scrosci di risate salutano I 4 Moschettieri in America nella versione completa.

Simona Frigerio, Rumor(s)cena, 7 dicembre 2015


Decisamente piacevole e scapigliato il filo che i pisani Sacchi di Sabbia
svolgono attorno alla favola dei Quattro moschettieri.

Gabriele Rizza, Il Manifesto, 2 luglio 2016


...negli episodi successivi i tre che come è noto "eran quattro" tornano vivi e vegeti, troppo vitali per accettare che la società di massa americana faccia loro la festa: al cinema delle major che dapprima li ha rifiutati oppongono l'arte del pop-up, il disegno dal vivo di Guido Bartoli, il teatro d'ombre, la narrazione in rima, il corpo un po' smarrito di Giovanni Guerrieri che ha preferito incarnare l'aristocratico Athos piuttosto che l'arrivistico D'Artagnan. Tutto un teatro che, sulla scia dei personaggi di Dumas a suo tempo ripresi alla radio da Nizza e Morbelli ai quali lo spettacolo è dedicato - ci sono anche le figurine distribuite dopo ogni episodio -, avrebbe voluto suicidarsi, come i quattro tentano vanamente di fare nei tre episodi. Ma che poi si è scoperto capace di miracoli artigianali che sub specie performativa valgono gli effetti del cinema più tecnologicamente avanzato (per esempio l'integrazione tra uomo e cartone perfezionata da film come Chi ha incastrato Roger Rabbit?). Moschettieri di carta e di carne, con la loro anacronistica scherma figurativa i Sacchi (Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Giulia Solano) hanno trapassato la tirannide del visivo a fil di spada per tre sere di seguito. Ed è stato un vero piacere.

Attilio Scarpellini, Doppio Zero, 7 luglio 2016


Lo spettacolo è una continua sorpresa di ombre cinesi, pop up animati che riproducono ritmi e sequenze cinematografiche, scene disegnate dal vivo da Guido Bartoli, incalzanti voci in campo e fuori campo, in una sarabanda di belle invenzioni.
Massimo Marino, Left, 9 luglio 2016


Il resto del programma evidenzia ancora come la cifra dominante dei gruppi toscani sia la leggerezza, l'ironia. [...] Lo si è visto ugualmente nel delizioso I 4 Moschettieri in America dei Sacchi di Sabbia, dalla rivista radiofonica di Nizza e Morbelli, realizzata a puntate con l'aiuto di libri animati, sagome e ombre, oggetti e personaggi ritagliati nel cartone.

Renato Palazzi, Il sole 24 ore, 10 luglio 2016