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repliche
ideato da Giovanni Guerrieri
con la collaborazione di Giulia Gallo, Gabriele
Carli, Enzo Illiano
collaborazione artistica Andrea Fiorentini
Questo lavoro conclude un percorso sul tema del lutto iniziato da I Sacchi di
Sabbia nel settembre 2001 al festival fiorentino Artport.
Nascendo con l’idea di “rappresentare un dolore profondo” lo
spettacolo ahimè abortisce. Non si può mostrare il dolore: si possono
semmai mostrare, come dice Amleto, le mille retoriche del dolore (pianti, sospiri,
gemiti, singhiozzi, gesta disperate, o quant’altro). Queste sì,
sono cose che si possono rappresentare. Ma se si decide di liquidare quest’armamentario,
di azzerare il pathos, di non impersonare né morti né dolenti,
cosa resta? Dramma e comicità finiscono con lo scongiurarsi a vicenda.All’inizio
lo spazio è colmo d’aria. Orfeo vi è immerso: è pronto
a studiarne le dinamiche, la composizione, gli spostamenti, il rapporto che essa
crea con gli oggetti che vi sono immersi… la pianta, la fiamma, il ventilatore,
gli esseri umani.
E’ un canto continuo quello dell’aria, i cui ritmi variano ad ogni
incontro ….
Poi entra lei, Euridice...
Nomination al Premio UBU 2003: “per l’intreccio di ironia,
storia e metafisica”